La mamma in carriera Laura Perego mi ha raccontato come ha fatto a trovare un buon equilibrio tra lavoro e maternità.

Riccardo trovo questo spunto molto interessante. Da mamma “lavoratrice”, spesso sento lamentele circa la propria condizione professionale che va a privare più che ad arricchire. Credo invece che per ottenere cambiamenti in linea alle propria volontà o capacità, sia necessario avere la voglia ed il coraggio di osare, di fare il passo verso le novità. E questo spesso manca. Per pigrizia, comodità o forza d’animo. Non saprei. So che io a 37 anni ho completamente stravolto la mia professione, che mi sta aprendo sempre nuovi spunti e sbocchi. Ovviamente ho dovuto rinunciare ad altro. Ma nella vita bisogna sempre chiedersi “cosa sono disposto a perdere?” . E poi agire di conseguenza

Laura

La riflessione di Laura coglieva esattamente il punto: le difficoltà nella vita professionale e personale esistono, inutile negarlo. Il nostro atteggiamento però può fare la differenza. Diventare mamma è difficile dal punto di vista psicologico, economico, di coppia e di gestione del tempo… Tuttavia, se una donna chiarisce a se stessa quali sono i suoi obiettivi e le sue priorità, la maternità può diventare un periodo di arricchimento in grado di stimolare la crescita personale e professionale.

Ammirato dal commento di Laura, la contatto chiedendole di raccontarmi di più sulla sua storia.
Quello che ne viene fuori è una piacevolissima chiacchierata in cui mi parla della sua esperienza di madre e professionista e di come sia riuscita a reinventarsi lavorando su di sé.

So che potrà essere di aiuto a molte donne e madri che vogliono capire come rientrare a lavoro dopo la maternità.


Che lavoro facevi prima di diventare mamma?

Ho lavorato per 20 anni nel settore commerciale. Ero impegnata per tutta la giornata in un ambiente prestazionale. Dopo la nascita della mia seconda figlia non me la sono sentita di andare avanti così. Invece di buttarmi nel vuoto o rimanere in una situazione stagnante ho valutato le possibili alternative e ho preso la decisione di cambiare.

Come hai deciso di cambiare lavoro?

Ho ponderato in base alle possibilità. Mi sono licenziata da quello che era il mio lavoro e ho fatto un master per diventare organizzatrice di eventi. In questo modo posso lavorare sia in ufficio che da casa con flessibilità. È un giusto mix. Riesco ad avere tanti stimoli grazie a questa professione. Ho fatto diversi corsi di content editing. Mi piace la scrittura e in effetti un domani potrei fare questo lavoro.

Alcuni lavori non consentono di trovare il giusto equilibrio tra maternità e carriera. Cosa fare in quel caso?

Se l’ambiente lavorativo non dà la possibilità di conciliare tutto, il mio consiglio è di porsi qualche domanda. Questo lavoro è quello che voglio fare? Nella mia rete di conoscenza ci sono persone che fanno quel lavoro, a cui posso chiedere consiglio ?
La fase di maternità ti permette di riflettere e seguire corsi. Questa opportunità va sfruttata se si vuole cambiare lavoro dopo la nascita di un figlio.

Quali erano le tue paure diventando mamma?

Le paure erano tante: dal discorso economico (prima avevo uno stipendio più alto) a quello ambientale. Spiccava soprattutto la paura del “fattore x”, tutte le incognite dovute al non sapere a cosa andrai incontro. Io però avevo voglia di cambiare e stare bene. Tutto dipende dalle tue priorità. Cosa sei disposto a perdere? Che tipo di vita vuoi far fare ai tuoi figli?

Una madre può davvero trovare un equilibrio tra vita e lavoro?

Sì, ma bisogna mettersi alla prova. Diventare mamma ti fa scoprire sensazioni ed emozioni nuove e ti fa capire che cosa vuoi davvero. Per me è importante che i miei figli mi vedano serena. Da madre non volevo vedere i miei figli come un ostacolo. Anche perché poi i bambini crescono, non dovremo accudirli per sempre. Il work-life balance è una questione personale. Se vuoi puntare alla carriera puoi appoggiarti a familiari o figure professionali che si occupano di accudimento. Dipende da te, da ciò che ti rende serena e dalla valutazione che ne fai in coppia con il partner.

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Quali fattori hanno determinato il tuo successo?

Di sicuro il sostegno della famiglia è stato fondamentale. Tutta la mia famiglia (e in particolare mio marito), mi ha sostenuto in questo periodo di cambiamenti. La famiglia ti dà quella “spintarella” finale di cui hai bisogno.

Il secondo fattore di successo è stata la formazione. Se vogliamo reinventarci dobbiamo capire che dovremo imparare cose nuove, fare corsi, leggere libri… se capiamo quello che vogliamo fare, acquisire le competenze che ci mancano non sarà un peso.

Ti sei mai pentita di aver cambiato lavoro dopo la maternità?

Capita di farsi delle domande ogni tanto. Ad esempio durante il Covid c’è stata qualche difficoltà economica in più, dato che gli eventi erano bloccati. Però in questo periodo ho scoperto anche altre figure lavorative possibili, come quella di organizzatrice di eventi virtuali o di ‘content strategist’.

Dev’esserci sempre intraprendenza. La voglia di sperimentare cose nuove che fanno stare bene. Il proprio lavoro deve arricchire internamente, non solo a livello monetario.

Come ti ha accolta la nuova azienda?

Nella nuova azienda (Gaya Events & Communication) ho trovato un ambiente positivo. La titolare ha una situazione simile alla mia. Ho trovato questo lavoro un po’ per caso. È proprio vero che le opportunità le trovi solo quando esci dalla tua bolla. Una domanda importante che mi ha aiutato è stata: come posso sfruttare le mie competenze per avere una vita più serena?

Molte coppie vorrebbero figli ma sono preoccupate di non riuscire a mantenerli…

Riuscire a mantenere i figli sembra un’impresa impossibile oggi, tra pandemie e crisi economiche. Ma se ti fai troppe domande probabilmente non è il momento giusto per farli. Altrimenti nessuno li farebbe mai. Io ho visto che anche se le difficoltà ci sono, con un atteggiamento giusto si può superare tutto.

Come affrontare il rientro al lavoro dopo la maternità?

Il mio personal trainer e alcuni amici mi davano della matta quando dicevo di volermi reinventare. Mi dicevano “che coraggio che hai a rimetterti in gioco ora che hai figli”. Io però rispondo: che coraggio alzarsi tutte le mattine per andare a fare un lavoro che non ti piace! Però ecco, gioca tanto cosa vuoi tu e quanto ti senti serena nel fare le tue scelte. Alcune mamme ad esempio riescono a dare qualità anche avendo pochissimo tempo per stare con i figli. Il punto è che una mamma serena cresce figli sereni.

È vero che i figli sono un impegno, ma dànno anche tanto indietro. Il tempo speso con loro ritorna sempre. Bisogna cercare uno spazio, un posto nel mondo, una soddisfazione personale.

Da madri – da genitori – non dovremmo rendere i figli il centro unico di tutta la nostra esistenza, privandosi di tutto.

Poi ci sono anche fasi diverse nel rapporto mamma-bambino. I primi mesi sono di simbiosi naturale, poi gradualmente emergi. Serve solo pazienza.

Consiglieresti a una mamma che vuole reinventarsi una consulenza di carriera?

Sicuramente consiglierei ad una mamma un consulente di carriera, anzi lo consiglierei a tutti. Giusto ieri pomeriggio ho incontrato una cara amica mamma di due figli, che si trova ad una svolta professionale e non sa cosa fare. Restare con il posto fisso e sicuro decennale o aprire la sua partita Iva seguendo la sua passione e gestendo il negozio di famiglia cambiandone il concept?

Puoi solo immaginare la mia risposta…

Però era titubante, il marito le dice di fare quello che vuole, ma lei avrebbe bisogno di una spinta in più, un appoggio più pratico per fare il grande passo: un consulente di carriera anche in queste occasioni sarebbe molto utile…

La mia opinione su questa intervista

L’intervista con Laura è stata fonte di diversi spunti di riflessione per me.
Ho voluto pubblicare questa intervista a Laura perché pensiamo entrambi che la sua storia possa essere d’aiuto ad altre donne e famiglie. Un esempio di come le cose possano funzionare.

Diverse mamme infatti mi hanno contattato nel tempo, preoccupate di non riuscire a tenere insieme i pezzi. Lo capisco, è faticoso, ed è facile sentirsi scoraggiate. Ma come dimostra il caso di Laura, trovare un equilibrio tra la dimensione genitoriale, coniugale e le aspirazioni professionali è possibile.

Non siamo condannati a scegliere tra genitorialità e obiettivi personali. L’armonia è possibile. Si tratta di conoscere bene se stessi, capire chi siamo davvero e dove vogliamo andare. Spesso un punto di vista esterno può aiutare a farci vedere le cose da nuovi punti di vista. La consulenza psicologica e quella di carriera offrono uno spazio relazionale di riflessione libero dal giudizio, in cui l’ascolto viene al primo posto. Per saperne di più, contattami tramite il modulo sottostante.

Io ci sono.


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