A volte penso che i CV siano come iceberg.

Non si vedono parti importanti, sono freddi e possono causare “naufragi”.

C’è un modo diverso di vivere da quello costantemente votato al “successo” (qualunque cosa significhi)?

Che ci piaccia o meno, la vita è un caos.
È piena di confusione, di sfighe e fortuna, crisi personali, familiari, sociali… È fatta di LIMITI, di potenzialità inespresse, di riscatto.
È fatta di deviazioni dai binari stabiliti, di compromessi, treni persi, occasioni inaspettate, serendipità…

Non dobbiamo pensare di non avere valore se non abbiamo raggiunto chissà quali risultati, se abbiamo avuto (o abbiamo) lavori mediocri, se fatichiamo ad arrivare a fine mese o a far decollare l’attività professionale.

Vuol dire che dovremmo accontentarci?
No di certo, al contrario: non dobbiamo mai cadere nella tentazione di crogiolarci nel vittimismo. Ogni giorno dobbiamo costruire qualcosa.
Dobbiamo però impedire che gli standard esterni ci definiscano. Che quell’iceberg chiamato CV ci faccia naufragare in noi stessi.

Ogni persona è unica e ha il solo compito di trovare il suo posto nel mondo.

Brucia quel curriculum e costruisci la tua storia.