Stress: buono o cattivo? Ecco come gestirlo

Questo articolo è la trascrizione della mia intervista per il settimanale Vero, in cui parlo di stress. Vediamo quali sono i sintomi, la differenza tra stress buono e cattivo e come gestirlo al meglio.

Queste le domande a cui rispondo:

  1. Lo stress è il male del secolo: in quanti ne soffrono in Italia e in che misura (forme più o meno gravi)?
  2. Da dove scaturisce lo stress? Dal lavoro ma anche dalla vita quotidiana frenetica, l’amore…?
  3. Come si può definire lo stress e come si manifesta a livello fisico e psicologico?
  4. Quali sono i campanelli d’allarme che ci devono far capire che siamo a “rischio stress”?
  5. Come si può imparare a gestire questa condizione?
Riccardo Germani psicologo per Vero
Un estratto del mio intervento su Vero

Stress, “il male del secolo”. Quanti ne soffrono in Italia?

È difficile dire quante persone in Italia soffrono di stress. Le statistiche disponibili non sono sempre affidabili e pur di cercare un titolo accattivante si rischia di fare confusione. Conta anche il modo in cui si conducono queste indagini. Cosa si intende ad esempio per stress? A quali dimensioni ci riferiamo? C’è uno stress buono, che ci spinge a fare bene e a crescere (eustress) e poi c’è lo stress negativo (distress) che consuma le risorse psicofisiche. Ci sono gli stress acuti ma limitati nel tempo e quelli cronici.

Se chiediamo a qualcuno se è stressato oppure no, sarà molto difficile ricevere una risposta negativa (in questa ricerca ad esempio si riporta che 9 italiani su 10 soffrono di stress, ma senza specificare le dimensioni analizzate. Riducendo il campo allo stress lavorativo, in un altro studio risultano stressati “solo” il 40 per cento degli intervistati). Eppure da queste risposte non capiamo se le persone (e i giornalisti) si riferiscono allo stress buono o a quello negativo. Avere una stima accurata diventa complicato.

Da dove scaturisce lo stress? Dal lavoro ma anche dalla vita quotidiana frenetica, l’amore…?

Nel corso della vita tutti affrontiamo momenti in cui lo stress è più intenso. I fattori di stress più comuni riguardano il lavoro, le preoccupazioni economiche, le relazioni familiari, di coppia e in generale tutto ciò che intacca i nostri bisogni. I fattori di stress variano molto non solo a livello culturale (in America ad esempio sono molto più preoccupati di noi italiani per le sparatorie), ma anche a livello individuale.

Come si può definire lo stress e come si manifesta a livello fisico e psicologico?

Lo stress è la risposta dell’organismo a un qualsiasi stimolo avverso. Semplificando molto, è possibile identificare alcune fasi tipiche della risposta dell’organismo agli stressors (i fattori stressanti):

  1. Allarme e attivazione (arousal)
  2. Resistenza allo stimolo
  3. Esaurimento.

Più i nostri bisogni fondamentali (salute, sicurezza, nutrimento, sesso, sonno) sono minacciati, più ci sentiamo in ansia, in pericolo e quindi stressati. Di fronte a uno stimolo avverso l’organismo attiva una risposta di allarme e si prepara ad affrontare gli elementi stressanti con una risposta di adattamento. Le risposte fisiologiche allo stress sono gestite da un complesso meccanismo neuroendocrino che produce componenti come il cortisolo (noto come “l’ormone dello stress”), l’adrenalina e la noradrenalina, che hanno un effetto stimolante sull’organismo.

Uno stress di breve durata, che l’individuo sente di poter gestire con le proprie risorse, aiuta la crescita personale e fa sviluppare una maggiore resilienza. Esempi di stress gestibile sono gli esami universitari, o un problema circoscritto in ambito lavorativo. Sono eventi di sicuro stressanti ma del tutto superabili e una volta affrontati ci permettono di essere più sicuri di noi stessi quando si ripresenterà un problema simile. Lo stress in questo senso può “immunizzare” e renderci più forti.

Gli stress molto intensi (sia acuti che cronici), invece, sono in grado di compromettere il benessere psicofisico. Ne è un esempio la crisi che stiamo vivendo in questo periodo a causa del Coronavirus: trovarsi costantemente in uno stato di emergenza mette il nostro organismo in uno stato di allarme continuo, difficile da “spegnere”. Così, se lo stress è molto intenso e prolungato nel tempo è possibile sviluppare sensazioni di impotenza, ansia e vissuti depressivi, ma anche aggressività, rabbia e nervosismo.

Lo stress intenso può avere effetti negativi sul sistema immunitario e sulla salute. Ciò avviene ad esempio producendo ipertensione, che a sua volta aumenta il rischio di infarti, ictus e problematiche a carico di diversi organi (come i reni). In casi estremi, uno stress acuto o cronico può portare a sviluppare patologie psicologiche come il disturbo post-traumatico.

In questo momento siamo tutti stressati a causa dell’epidemia. Qualcuno sostiene che l’emergenza psicologica rappresenti un’epidemia nell’epidemia. Non so quanto sia vero, ma è probabile che diventerà presto così, se continuiamo a considerare la salute psicologica qualcosa di scisso dalla salute generale.

Le persone a rischio sono molte: chi si trova in grandi difficoltà economiche, chi è solo e separato dai propri cari, chi è ricoverato, i lavoratori. Tra i più esposti allo stress ci sono di sicuro medici e infermieri, che non solo hanno sulle spalle grandi responsabilità, ma corrono anche ogni giorno il serio rischio di contagiarsi e per questo spesso vivono separati dalle proprie famiglie. Medici e infermieri, non a caso, sono una delle categorie più esposte al burnout, la condizione di esaurimento psicofisico che danneggia la salute e in alcuni casi porta al suicidio.

Leggi anche: Uso di alcolici per gestire lo stress: quali sono i rischi?

Quali sono i campanelli d’allarme che ci devono far capire che siamo a “rischio stress”?

I sintomi dello stress si manifestano su più livelli:

  • fisico (mal di testa, disturbi del sonno, tensione muscolare, disturbi gastrointestinali, pressione alta);
  • psicologico (sintomi emotivi come ansia, depressione, rabbia, frustrazione. Sintomi cognitivi come: difficoltà di memoria, difficoltà di concentrazione, pensieri ossessivi, pessimismo);
  • comportamentale (eccessivo consumo di alcol, tabacco, o droghe, disfunzioni sessuali, disturbi dell’alimentazione, impazienza, eccessivo uso di farmaci).

Le risposte allo stress variano molto in base a fattori culturali e individuali. Ci sono persone più predisposte ad affrontare gli stress intensi e a vederli come “sfide”. Oltre ai sintomi elencati è importante valutare il livello di fiducia in se stessi. Gli stress intensi e/o cronici ci pongono di fronte a una valutazione delle nostre risorse. Ci chiediamo: “Sono in grado di affrontare questa situazione?”. Quando sentiamo che le nostre risorse sono insufficienti, sviluppiamo senso di impotenza e sintomi ansioso-depressivi. È importante allora coltivare la fiducia in se stessi, sviluppare la convinzione che siamo in grado di superare i momenti difficili e limitare il catastrofismo.

Come si può imparare a gestire questa condizione?

Per gestire lo stress è necessario sviluppare strategie di coping adeguate (ovvero modi efficaci di fronteggiare i problemi). La ricerca psicologica suggerisce che le migliori siano quelle centrate sulla risoluzione dei problemi. Di fronte alle difficoltà le reazioni più comuni sono attacco, fuga o evitamento. Dobbiamo mantenere un atteggiamento razionale e consapevole, agire nel perimetro delle nostre possibilità e riconsiderare i problemi da nuove prospettive. Accettare ciò che non possiamo cambiare e spostare il focus su ciò che è in nostro controllo. Non serve a niente continuare a lamentarsi, o evitare i problemi. Un atteggiamento calmo e razionale è quasi sempre il modo migliore di affrontare i problemi.

Ecco le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per affrontare lo stress da Coronavirus:

  • Considerare che è normale sentirsi arrabbiati, stressati, o frustrati.
  • Parlare con persone di fiducia che possono aiutare, come amici, familiari e psicologi.
  • Mantenere il più possibile uno stile di vita sano: dieta corretta, sonno, esercizio fisico e contatti sociali (in questo periodo sfruttare i social e le chiamate).
  • Non fumare, non bere alcolici e non usare droghe per affrontare le tue emozioni. Se ti senti sopraffatto dall’angoscia, parla con un operatore sanitario o con un consulente.
  • Raccogli le informazioni che ti possano aiutare a determinare con precisione il rischio in modo da poter prendere precauzioni ragionevoli. Trova una fonte scientifica attendibile come il sito web dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) o delle istituzioni governative del tuo paese.
  • Cerca di limitare la preoccupazione e l’agitazione riducendo il tempo che tu e la tua famiglia trascorrete guardando o ascoltando notizie che percepisci come sconvolgenti.
  • Per gestire le tue emozioni durante il momento difficile di emergenza, ricorda come in passato hai affrontato le avversità che si sono presentate.

Insomma, dobbiamo curarci della salute psicologica dei cittadini. Lo stress e il disagio mentale dovrebbero avere la stessa dignità di una gamba rotta e ricevere cure adeguate. Per fortuna gli psicologi di tutta Italia e il governo si stanno mobilitando in questa direzione.

[Questo articolo fa parte di Psicologia per Intrepidi, un progetto per combattere l’idea che la psicoterapia sia cosa da deboli. Se vuoi metterti in gioco, gestire lo stress e accelerare la tua crescita personale, contattami tramite il modulo qua sotto]

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